Il futuro dei grandi golf resort passa sempre meno dal solo campo da golf. Turning Stone Resort Casino, nello Stato di New York, rappresenta uno degli esempi più significativi di questa evoluzione: una destinazione già affermata nel mercato golfistico americano che ha scelto di investire 400 milioni di dollari per ampliare la propria capacità di attrazione e, soprattutto, diversificare il business.
Il progetto Turning Stone Evolution porta la struttura a una nuova dimensione: quattro hotel per complessive 1.046 camere, 26 ristoranti e circa 225.000 piedi quadrati dedicati a meeting ed eventi, oltre a un’offerta che comprende wellness, entertainment e gaming.
Il golf resta però il principale elemento identitario. La proprietà dispone di cinque percorsi, tra cui Atunyote, Shenendoah e Kaluhyat, che negli anni hanno contribuito al posizionamento di Turning Stone tra le destinazioni golfistiche di riferimento del Nord-Est degli Stati Uniti.
Dal golf resort alla destination company
L’aspetto più interessante dell’operazione riguarda il modello economico. Turning Stone non punta semplicemente ad aumentare il numero dei golfisti, ma a moltiplicare le occasioni di spesa e prolungare la permanenza degli ospiti.
Il tee time diventa così uno dei punti di accesso a un’offerta molto più ampia, nella quale convivono pernottamento, ristorazione, spa, meeting, eventi e intrattenimento.
È una strategia che riflette una trasformazione sempre più evidente nel settore: il golf può essere il driver della destinazione senza necessariamente rappresentarne l’unica fonte di ricavo.
L’investimento sull’hospitality
Uno dei simboli della trasformazione è The Crescent, nuovo hotel luxury da 258 camere e suite, progettato per rafforzare il posizionamento della proprietà nella fascia alta del mercato.
All’interno trova spazio anche Salt, ristorante fine dining con terrazze, raw bar e sale private. The Crescent ha inoltre ottenuto la certificazione AAA Four Diamond, insieme a The Lodge e The Tower.
Parallelamente, Turning Stone ha investito sul segmento corporate e MICE. Il nuovo Grand Expo ha ampliato sensibilmente la capacità congressuale, con una Grand Ballroom di circa 30.000 piedi quadrati e nuovi spazi per meeting ed eventi.
Una scelta strategica: ridurre la dipendenza dalla stagionalità del golf e generare domanda attraverso segmenti differenti durante tutto l’anno.
Il valore economico della destinazione
L’operazione mostra anche quanto un grande investimento legato al golf possa produrre effetti oltre i confini del resort.
Secondo una valutazione di Oxford Economics citata dalla proprietà, il programma da 400 milioni di dollari avrebbe generato un impatto economico una tantum stimato in 616 milioni di dollari, sostenendo migliaia di posti di lavoro durante la fase di realizzazione e creando nuova occupazione permanente.
Turning Stone punta inoltre a rafforzare il ruolo dell’Upstate New York nella geografia del turismo golfistico americano, tradizionalmente dominata nell’immaginario internazionale da destinazioni come Florida, Arizona, California e Carolina.
Il messaggio per il golf business è chiaro: il valore di un campo non si misura più soltanto attraverso green fee e membership. Nei grandi resort il golf può diventare l’elemento attorno al quale costruire hospitality, real estate, food & beverage, corporate events e leisure.
Turning Stone ha scelto di investire 400 milioni di dollari proprio su questa visione. Il campo resta il cuore del progetto, ma il vero business nasce dalla capacità di trasformare una giornata di golf in un’esperienza di destinazione e in una relazione più lunga con il cliente.








